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31 agosto 2025

La pronuncia della Cassazione n. 23987 del 2025 fornisce importanti chiarimenti in materia di imposta diretta e IVA in relazione alla traslazione dell’imponibile dalla società al soggetto che la ha gestita, tipicamente in virtù del concetto di “uti dominus”. La decisione si inserisce nel quadro delle contestazioni relative a pratiche di evasione fiscale e alla corretta individuazione del soggettopassivo d’imposta in presenza di operazioni fraudolente.

 

La pronuncia della Cassazione n. 23987 del 2025 fornisce importanti chiarimenti in materia di imposta diretta e IVA in relazione alla traslazione dell’imponibile dalla società al soggetto che la ha gestita, tipicamente in virtù del concetto di “uti dominus”. La decisione si inserisce nel quadro delle contestazioni relative a pratiche di evasione fiscale e alla corretta individuazione del soggettopassivo d’imposta in presenza di operazioni fraudolente.

**Punti principali della pronuncia:**

1. **Inquadramento della figura dell’“uti dominus”:**  
   La Corte ribadisce che, ai fini della ripresa a tassazione dell’imposta non corrisposta, non è decisiva la qualificazione formale del soggetto che opera dietro la società, cioè se si tratti di un amministratore di diritto o di fatto. Ciò che rileva è il comportamento concreto del soggetto terzo, che si comporta come un “utilizzatore dominante”, cioè come colui che gestisce e dirige le risorse, assumendo di fatto il controllo dell’operazione economica.

2. **Gestione e direzione delle risorse:**  
   La sentenza sottolinea che la verifica fondamentale consiste nel verificare che il soggetto terzo si comporti come colui che ha effettivamente la gestione e la direzione delle risorse, anche indipendentemente dagli interessi formali della società. In altre parole, la posizione giuridica formale dell’amministratore non è decisiva se, nella sostanza, un altro soggetto esercita il controllo effettivo.

3. **Indipendenza dagli interessi della società:**  
   La pronuncia evidenzia che il comportamento fraudolento può essere attribuito a soggetti terzi che, pur non essendo formalmente amministratori o soci, si comportano come “utili dominus”, ideando e attuando condotte finalizzate all’evasione o all’elusione fiscale.

4. **Implicazioni pratiche:**  
   La sentenza rafforza il principio secondo cui, ai fini fiscali, è possibile procedere alla ripresa a tassazione anche nei confronti di soggetti che, sebbene formalmente estranei alla società, abbiano esercitato un ruolo di gestione effettiva e direzione delle operazioni, in modo da evitare che si possa eludere l’imposizione attraverso artifici formali.

**Implicazioni operative:**

- **Per gli operatori fiscali:**  
  È fondamentale analizzare il comportamento concreto di tutti i soggetti coinvolti, piuttosto che limitarsi alla qualificazione formale. La prova di gestione e controllo effettivo del soggetto terzo può portare alla responsabilità fiscale, anche in assenza di una veste societaria ufficiale.

- **Per le società e i soggetti coinvolti:**  
  È importante tenere sotto controllo le modalità con cui vengono gestite le risorse e le operazioni, per evitare che comportamenti fraudolenti siano attribuiti a soggetti terzi, rendendo più difficile la difesa in sede fiscale.

**Conclusione:**

La Cassazione n. 23987 del 2025 rafforza il principio secondo cui, in ambito di imposte dirette e IVA, ciò che conta ai fini della ripresa a tassazione è il ruolo effettivo del soggetto che gestisce e dirige le risorse, e non la qualificazione formale. La verifica si concentra sul comportamento concreto e sulla reale capacità di controllo, al fine di accertare eventuali condotte fraudolente e assicurare la corretta imposizione fiscale. 

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