Con l'emergenza sanitaria legata al COVID-19, sono sorti dubbi su quali assenze debbano essere considerate nel comporto, soprattutto considerando le peculiarità della malattia e le misure di contenimento adottate.
**Sentenza della Cassazione e principi affermati**
La recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che:
- **Le assenze del lavoratore causate dal COVID-19 devono essere scomputate dal periodo di comporto**, anche se il lavoratore non si trovava in isolamento domiciliare o in quarantena obbligatoria.
- La decisione si basa sull'interpretazione che le assenze legate al COVID-19, anche se non formalmente classificate come isolamento, rappresentano comunque una causa di assenza giustificata e, quindi, devono essere considerate nel computo del comporto.
- La Cassazione ha sottolineato che questa interpretazione è coerente con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica e di garantire un trattamento equo ai lavoratori colpiti dal virus, evitando che possano essere penalizzati nel computo delle assenze per motivi di salute legati alla pandemia.
**Implicazioni pratiche**
- **Per i datori di lavoro:** devono aggiornare le modalità di calcolo del comporto, includendo tutte le assenze riconducibili al COVID-19, indipendentemente dal fatto che il lavoratore fosse in isolamento o meno.
- **Per i lavoratori:** questa sentenza tutela il loro diritto di non perdere il posto di lavoro a causa di assenze riconducibili al COVID-19, anche in situazioni non strettamente di quarantena o isolamento.
- **Per la gestione delle assenze:** è importante che le aziende e i medici competenti documentino correttamente le cause delle assenze, in modo da applicare correttamente la pronuncia della Cassazione.
**Considerazioni finali**
La pronuncia si inserisce in un quadro giuridico più ampio di tutela del lavoratore durante l'emergenza sanitaria, confermando che le assenze causate dal COVID-19 devono essere considerate nel comporto, anche quando non si tratta di isolamento o quarantena, per garantire una tutela più ampia e corretta del diritto del lavoratore.
In sintesi, la Cassazione ha rafforzato la protezione del lavoratore e chiarito che tutte le assenze legate al COVID-19, in qualsiasi forma, devono essere scomputate dal periodo di comporto, contribuendo a un'interpretazione più equa e coerente in un contesto di particolare complessità sanitaria e sociale.
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