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29 agosto 2025

Cassazione 2025 – Il comporto rappresenta il periodo massimo di assenza giustificata che un lavoratore può accumulare senza che ciò comporti la perdita del posto di lavoro. Tradizionalmente, le assenze per malattia, infortunio o altre cause giustificate sono considerate nel computo del comporto, fino al limite stabilito dal contratto collettivo o dalla legge.

 


 

Cassazione 2025 – Il comporto rappresenta il periodo massimo di assenza giustificata che un lavoratore può accumulare senza che ciò comporti la perdita del posto di lavoro. Tradizionalmente, le assenze per malattia, infortunio o altre cause giustificate sono considerate nel computo del comporto, fino al limite stabilito dal contratto collettivo o dalla legge.

Con l'emergenza sanitaria legata al COVID-19, sono sorti dubbi su quali assenze debbano essere considerate nel comporto, soprattutto considerando le peculiarità della malattia e le misure di contenimento adottate.

**Sentenza della Cassazione e principi affermati**

La recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che:

- **Le assenze del lavoratore causate dal COVID-19 devono essere scomputate dal periodo di comporto**, anche se il lavoratore non si trovava in isolamento domiciliare o in quarantena obbligatoria.

- La decisione si basa sull'interpretazione che le assenze legate al COVID-19, anche se non formalmente classificate come isolamento, rappresentano comunque una causa di assenza giustificata e, quindi, devono essere considerate nel computo del comporto.

- La Cassazione ha sottolineato che questa interpretazione è coerente con l'obiettivo di tutelare la salute pubblica e di garantire un trattamento equo ai lavoratori colpiti dal virus, evitando che possano essere penalizzati nel computo delle assenze per motivi di salute legati alla pandemia.

**Implicazioni pratiche**

- **Per i datori di lavoro:** devono aggiornare le modalità di calcolo del comporto, includendo tutte le assenze riconducibili al COVID-19, indipendentemente dal fatto che il lavoratore fosse in isolamento o meno.

- **Per i lavoratori:** questa sentenza tutela il loro diritto di non perdere il posto di lavoro a causa di assenze riconducibili al COVID-19, anche in situazioni non strettamente di quarantena o isolamento.

- **Per la gestione delle assenze:** è importante che le aziende e i medici competenti documentino correttamente le cause delle assenze, in modo da applicare correttamente la pronuncia della Cassazione.

**Considerazioni finali**

La pronuncia si inserisce in un quadro giuridico più ampio di tutela del lavoratore durante l'emergenza sanitaria, confermando che le assenze causate dal COVID-19 devono essere considerate nel comporto, anche quando non si tratta di isolamento o quarantena, per garantire una tutela più ampia e corretta del diritto del lavoratore.

In sintesi, la Cassazione ha rafforzato la protezione del lavoratore e chiarito che tutte le assenze legate al COVID-19, in qualsiasi forma, devono essere scomputate dal periodo di comporto, contribuendo a un'interpretazione più equa e coerente in un contesto di particolare complessità sanitaria e sociale.



 

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