Tar 2025- la questione si concentra su diversi aspetti del provvedimento emesso dal T.A.R. nel 2025, evidenziando le problematiche relative alla motivazione e all’istruttoria del procedimento amministrativo che ha portato al rigetto dell’istanza presentata dall’interessato.
1. Difetto di Istruttoria e Motivazione
Il T.A.R. ha riscontrato un difetto significativo nel procedimento amministrativo, in quanto il parere del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (CVCS) è stato considerato insufficiente. Il CVCS ha fornito “enunciazioni stereotipate e di stile”, mancando di un’analisi approfondita riguardo all’incidenza delle patologie dell’appellante in relazione al servizio prestato. Questo punto è cruciale, poiché evidenzia un problema di fondo: un’istruttoria carente non può supportare un provvedimento che impatta la vita professionale e personale dell’individuo.
2. Documentazione Ignorata
Il T.A.R. ha sottolineato che l’Amministrazione non ha tenuto debitamente in considerazione la documentazione fornita dall’appellante, in particolare il verbale della Commissione Medica Ospedaliera (C.M.O.) e altri documenti attestanti l'esposizione a rischi e incidenti durante il servizio. La mancata considerazione di tali elementi rappresenta una violazione del diritto di difesa, poiché l’interessato non ha avuto l’opportunità di far valere le proprie ragioni in modo adeguato.
3. Necessità di un Nuovo Parere
Il T.A.R. ha evidenziato che l’Amministrazione avrebbe dovuto richiedere un nuovo parere al CVCS, consentendo così all’appellante di presentare le proprie osservazioni. Questa omissione non solo è indice di una gestione inadeguata del procedimento, ma potrebbe anche configurare una violazione delle garanzie procedurali.
4. Carenza di Motivazione e Illogicità
Il parere del CVCS è stato criticato per la sua mancanza di motivazione e per l’illogicità manifesta. Le conclusioni raggiunte sembrano basate su formule predefinite piuttosto che su un’analisi concreta e specifica del caso. Questo porta a una evidente irragionevolezza del provvedimento, in quanto non si fonda su un’accurata valutazione dei fatti.
5. Vessazioni e Condizioni di Lavoro
L’appellante ha portato alla luce elementi importanti riguardanti le vessazioni subite dai superiori gerarchici e le condizioni lavorative estremamente difficili, che hanno influito negativamente sulla sua salute mentale. La descrizione di turni massacranti e di incidenti sul lavoro è fondamentale per comprendere il contesto in cui si è sviluppata la patologia. Questi aspetti evidenziano come il servizio prestato non solo abbia contribuito alla condizione di salute dell’interessato, ma lo abbia anche esposto a situazioni di stress e traumi.
6. Ferimento in Servizio
Il riferimento al ferimento subito durante il servizio rappresenta una prova tangibile delle difficoltà affrontate dall’appellante. L’argomento della riduzione e successiva sospensione della terapia farmacologica dal 2019 durante il periodo di convalescenza è un ulteriore elemento che dovrebbe essere considerato attentamente dall’Amministrazione.
Conclusione
In sintesi, il provvedimento del T.A.R. nel 2025 mette in luce una serie di carenze procedurali e motivazionali che minano la validità del rigetto dell’istanza. La necessità di un’istruttoria adeguata e di una motivazione chiara e logica è fondamentale per garantire il rispetto dei diritti dell’individuo, soprattutto in casi delicati come quello in esame, dove la salute e il benessere dell’appellante sono in gioco. La questione solleva interrogativi sull’efficacia dei meccanismi di verifica e tutela all’interno dell’amministrazione pubblica e sull’importanza di garantire un giusto processo nel riconoscimento delle cause di servizio.
Nessun commento:
Posta un commento